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I LUOGHI

... dove Giacomo Torelli nacque e dove ebbe modo di esprimere il proprio estro artistico, sia in Italia che in Europa.  

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L'EPOCA

In questa sezione troviamo una descrizione di alcuni momenti significativi del periodo storico in cui Giacomo Torelli visse. Sono stati individuati anche alcuni eventi di natura sociale e culturale dell'epoca.

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L'INGEGNO

Giacomo Torelli espresse il suo ingegno nell'innovativo sistema della mutazione a vista delle scene e nell'aver intuito l'importanza di divulgare le sue innovazioni sceniche attraverso la loro pubblicazione con incisioni a stampa.

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 LE SCENE E IL TEATRO

Gli accorgimenti scenografici adottati da Giacomo Torelli creano, con dinamismo e fantasia, l'illusionistico gioco tra realtà e finzione tipico delle scenografie del suo tempo.

TEMPIO DI GIOVE, ATTOII, BELLEROFONTE, 1642

La musica e la ricerca scenografica costituiscono gli elementi cardine del teatro barocco italiano.
La scena è arricchita con prospettive ingegnose, per le quali nel 1600 Il matematico Guidobaldo Del Monte aveva pubblicato un nuovo testo: Perspectiva libri sex.
Ogni accorgimento scenografico partecipa all'illusionistico gioco tra ciò che è realtà e ciò che è finzione.

Del Monte, nativo di Pesaro, descrive le fasi per creare una scenografia. Certifica in modo chiaro che la scatola della scena teatrale viene modificata di proposito e sviluppata in modo prospettico-illusorio prendendo come punto d’osservazione quello del Principe.

REGIO CORTILE, BELLEROFONTE"

L'invenzione della mutazione a vista favorì numerosi cambi di scena dove i soggetti prediletti da G. Torelli sono un misto di ambienti naturali e architettonci, al limite tra realtà e finzione. Il carattere mutevole delle scene, arricchite anche da imprevedibili effetti metereologici e apparizioni a sorpresa, offre l'immagine di una realtà in cui l'uomo ha perso quella centralità tipica del mondo rinascimentale .
G.Torelli interpreta il sentimento di insicurezza dell'uomo, in una realtà in continuo divenire, tipico del suo tempo, ma con la consapevolezza che il teatro ha il potere di far evadere il pubblico dalla quotidianità, per ricaricarlo di energia positiva.

IL TEATRO DELLA FORTUNA

L'esigenza del Melodramma seicentesco di creare scene in grado di suscitare la meraviglia degli spettatori, comportò la costruzione di grandi palcoscenici, soffitti e sottopalchi, forniti di macchinari complessi. Per questo motivo per la realizzazione del Teatro della Fortuna all'interno dell'ex Palazzo Pubblico, Giacomo Torelli nel 1677 ampliò la Sala della Commedia, che già non era usata dal 1667, per estendere il palcoscenico verso il Palazzo Malatestiano.

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